Vivi

“(…) incontrando la persona che si teme d’incontrare, leggendo la lettera che si teme di leggere, dando alla vita l’opportunità di colpire, ci si rende conto che la realtà è meno crudele dell’immaginazione. Immaginare è di gran lunga più terribile della realtà, perché ha luogo nel vuoto e non ha riscontro. Non ci sono mani con cui difendersi in quella camera interna di spettrali torture. Ma nel vivere, la realtà dell’atto chiama a raccolta energia, coraggio, braccia e gambe per combattere, così che la guerra quasi diviene una gioia. Combattere un dolore, una perdita, un insulto, una delusione, un tradimento reali, è infinitamente meno difficile che passare una notte insonne a lottare coi fantasmi. L’immaginazione sa meglio della vita inventare torture, perché l’immaginazione è un demone dentro di noi e sa dove colpire, dove ferire. Conosce il punto vulnerabile, mentre la vita no, i nostri amici e amanti no, perché raramente la loro immaginazione è pari al compito.”

(Anaïs Nin)

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