Writing

often it is the only/ thing/ between you and/ impossibility./ no drink,/ no woman’s love,/ no wealth/ can/ match it./ nothing can save/ you/ except/ writing./ it keeps the walls/ from failing./ the hordes/ from closing in./ it blasts the darkness./ writing is the/ ultimate/ psychiatrist,/ the kindliest/ god of all the/ gods./ writing stalks/ death./it knows no/ quit./ and writing/ laughs/ at itself,/ at pain./ it is the last/ expectation/ the last/ explanation/ that’s/ what it/ is.

 

(C. Bukowski)

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Consenso

Dovevo leggere poesie
in un caffè di Venice
ma arrivammo in anticipo
per cui le dissi,
facciamo due passi in riva al mare
e beviamoci una birra,
così passeggiammo sulla sabbia
e c’erano uomini che pescavano
e c’era l’oceano
e bevvi una bella birra
e poi dissi,
torniamo indietro e camminiamo sul lungomare
e andammo verso est
e poi notai un tipo tutto solo
con le spalle al mare.
E lui tirò fuori una tromba
suonò una breve e quieta melodia,
e basta.
Quindi rimase lì fermo
con le spalle al mare.
Mi feci un altro drink,
e proseguimmo. Poi, tornando indietro,
lo rivedemmo,
lui tirò fuori di nuovo la sua tromba
e suonò la stessa
quieta, triste melodia, finì,
e se ne restò lì,
con la tromba appesa in mano.
Faceva caldo nel caffè
e recitai come si deve la mia roba
e la feci franca,
scesi dalla pedana
e dopo un po’ eravamo di nuovo in macchina
guidando verso casa.
“reciti bene,” disse lei.
“massì,” dissi io, “grazie.”
Ma per conto mio,
quella serata l’aveva vinta il trombettista,
carezzai il rotolo di banconote in tasca,
il mio compenso,
e pensai che quella sera
avevo incontrato uno più forte di me
e aveva vinto il migliore,
era andata come doveva andare,
ma questo lo sapevamo soltanto
io e lui.

 

(C. Bukowski)

Un trucco per alleviare il nostro sanguinare

In pratica
le grandi parole dei grandi uomini
non sono poi così grandi.

e le grandi nazioni o le grandi bellezze
non lasciano altro che il residuo
della reputazione che sarà lentamente
rosicchiato via.

né le grandi guerre sembrano così grandi,
né le grandi poesie
né le leggende di prima mano.

persino i lutti
ora sono così tristi,
e il fallimento non è stato altro che un
trucco
per farci continuare.

e la celebrità e l’amore
un trucco per alleviare il nostro sanguinare.

e come il fuoco diventa cenere e l’acciaio
diventa ruggine, noi diventiamo
saggi
e poi
non così saggi.

e sediamo su sedie
leggendo vecchie mappe,
guerre finite, amori finiti, vite finite,

e un bambino gioca davanti a noi come una scimmia
e noi diamo un colpetto alla pipa e sbadigliamo,
chiudiamo gli occhi e dormiamo.

belle parole
come belle signore,
si accartocciano e muoiono.

(C. Bukowski)

Joel

Joelfoto by Pannonica
Joel
foto by Pannonica

L’anima libera è rara ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando le sei vicino.

(C. Bukowski)

Joel viveva da solo nel bush dell’isola, in una capanna senza acqua corrente né elettricità. Lo conobbi durante un viaggio nell’America meridionale, per una sua tentata (e conclusa) vendita di oggetti in legno intagliati a mano da lui stesso.

Viveva così. Aveva imparato ad intagliare il legno con un coltellino microscopico e vendeva le sue opere ai turisti. Ogni mattina “allestiva” la sua boutique all’ombra di un albero, sulla spiaggia. Arrivava in tarda mattinata, con un sacco sulla spalla dal quale tirava fuori la mercanzia che appendeva ai rami, una bibbia e un immancabile sacchetto di ganja con cui riempiva la pipa che fumava durante la lettura.

Diventammo amici, Joel ed io. I like your soul, mi diceva spesso durante le nostre elucubrazioni sul senso della vita. Credo anche che fosse l’unica cosa che gli piacesse di me, dato che aveva scelto la castità già da qualche anno per motivi che non sto a raccontare.

Ho fatto parecchi viaggi da sola, ho conosciuto tanta gente ma nessuno libero come Joel. Era felice come uno che aveva tutto, eppure tutto quello che aveva stava nel sacco che portava in spalla ogni mattina.

Sono passati tanti anni da allora ma, quando nella faraonica impresa di digitalizzare tutti i miei vecchi scatti ho avuto tra le mani questa sua foto, mi sono ritrovata catapultata nella sua boutique sotto l’albero mentre tento di convincere alcuni turisti italiani a prendere anche il portacenere e la mangiatoia, oltre alla coppia di uccellini intagliati, mentre lui assiste alla nostra trattativa senza capire una parola di italiano, fumando divertito la sua pipa.
Sto bene di nuovo solo a guardare la sua foto.

Ciao, Joel. I like your soul, too.