Minton’s Playhouse

A quei tempi, il Minton’s era il posto per gli aspiranti jazzisti; non è vero che fosse la Strada, come cercano di far credere oggi. Era da Minton’s che un musicista poteva davvero affilare i denti, e soltanto dopo poteva andare giù alla Strada. La Cinquantaduesima era tranquilla in confronto al Minton’s. Sulla Strada ci si andava per fare soldi e per farsi vedere dai critici musicali bianchi e dai bianchi in generale. Ma si veniva su al Minton’s per farsi una reputazione fra i musicisti. Da Minton’s molta gente prese dei gran calci nel culo, fu fatta fuori: scomparvero dal giro e non se ne seppe più nulla. Ma allo stesso tempo il Minton’s insegnò molto a parecchi veri musicisti e li fece diventare quello che sono diventati.
Sempre da Minton’s incontrai Fats Navarro, e prendemmo l’abitudine di suonare assieme. C’era anche Milt Jackson. E Eddie “Lockjaw” Davis, il sax tenore che dirigeva l’orchestra di casa. Era fottutamente bravo. Vedete, i grandi musicisti come Lockjaw o Bird o Dizzy o Monk erano i veri re di Minton’s e non suonavano mai la solita roba. Lo facevano per eliminare tanta gente che era incapace a suonare.
Se uno aveva il coraggio di salire sul palco al Minton’s e poi non era in grado di suonare, non era solo destinato a vergognarsi per la gente che lo ignorava o gli fischiava dietro, ma poteva essere letteralmente preso a calci in culo. Una notte ci fu un tipo, un incapace, che saltò su e si mise a fare cazzate, più che altro per fare il fico e rimorchiare qualcuna. C’era uno nel pubblico a cui piaceva la buona musica, e quando quel coglione decise di farsi sentire non si fece problemi: si alzò con molta calma dal tavolo, afferrò il non-musicista, lo tirò giù dal palco, se lo trascinò fuori del locale nello spazio che c’era fra il Cecil Hotel e il Minton’s e con molta calma cominciò a prenderlo a calci nel culo. Voglio dire, lo fece davvero. Dopodiché disse al tipo di non provare mai più a portare il culo sul palco del Minton’s prima di essere in grado di suonare qualcosa che valesse la pena di essere ascoltato. Questo era il Minton’s. Sopportare o stare zitti, non c’erano vie di mezzo.

(Miles Davis e Quincy Troupe – Miles L’autobiografia)

 

on air: M.Davis, M.Jackson, T.Monk, P.Heath, K.Clarke –  The Man I Love

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